La frustrazione del ricominciare
Tutt’intorno si muovevano
Tormentate,
le luci delle lampade da tavolo
ed eroina
-la televisione-
lo inghiottì e lo vomitò
due volte:
per gioco la prima,
la seconda
per il controllo.
Barcollando
Inquieto e assorto scrisse delle più belle cose
utilizzando le più belle
parole,
per poi bruciare tutto,
odiandole, poiché egli
necessitava di melma
per poter descrivere il mondo.
E i suoi versi dal fango
si alzarono e,
come Adamo,
ebbri di meraviglia
camminarono nel mezzo della calca,
irruppero nelle case,
gridarono,
risero,
si ubriacarono,
per poi suicidarsi nella mente
di chi li rapiva per
succhiarli fino all’ultima
goccia.
1. Divorarono la strada,
gloriosa
veloci lucenti sputaveleno
a rincorrere
l’arcano della meta,
ormai
vuota inutile
abitudine.
Rimase di ciò
soltanto un distratto
contemplare
filtrato da un sottile
sinuoso impalpabile
muro di tabacco
ad accompagnare il
sacro corteo dei pensieri
a celebrare l’atto della
creazione,
irruenti
rumorosi
entusiasti
gridarono catartici,
è nato! è nato! è nato!
è nato il salvatore,
il poeta,
è nato colui che sapiente
sarà in grado di svellerci
dal caos,
è nato chi ci saprà
indicare la via,
l’antico nuovo demiurgo,
colui che ci potrà
far risplendere della
nostra luce.
2. Ipnotico trapano
conficcato nelle mie
sinapsi,
il mondo,
barbaro spettacolo
svilito dal tempo.
Furono in origine
Soltanto mare e terra,
le madri,
flagellate
dalle piogge acide
e inaridite dalla desolazione
delle anime,
ipnotico trapano
conficcato nelle mie
sinapsi,
il mondo.
Danzando al suono
di mille trilli
d’argento
convulso
epilettico
schiumante spirali
d’inquietudine
implora la schiavitù
sella pietà,
inerme cherubino
tarpato dalle proprie
grandi braccia.
3. Muoiono intanto
esautorati,
rattrappiti ai bordi delle strade
i poeti,
stanchi giocatori
di eterni solitari non riusciti,
colmi di alcol di seconda scelta
uccisi dallo sguardo indifferente
del passante.
Ehi, signore!
si fermi,
io mi zittisco
io, uno dei tanti ladri a
baciarti la mano
per pochi spicci.
È anche per amore di chi
come te smarrisce il passo dei sogni
che stiamo
morendo.
Potrebbe domani non esserci
più spazio sul Golgota
per via delle nostre troppe
croci.
Ascolta, signore,
le nostre morti silenziose
uccideranno anche voi
un giorno, una sola
parola,
o uno sguardo,
ci potrebbe salvare.
Ma un altro passo
fatale
gravò sulle larghe spalle della via,
e straziante il cielo
vomitando di agonia
osservò i propri figli prediletti
contrarsi di pianto
nell’ora della fine
senza rassegnazione.
4. Si spense infine,
straziante,
di nuovo,
la notte dei lunghi coltelli,
lasciando il posto
ad una nuova alba
ancora una volta
nervosa orfana puttana
nel suo inseguire spasmodica
la sommità dell’orizzonte:
vuota.
Inutile.
A Sara, colei che ha il mio futuro nel nome e tra le dita
Sogno di luce
Figlio di uno spirito notturno
Viaggio leggero
Aleggiando sopra nuvole di fumo
Greve.
Angelo dalle ali di
Porpora
Ti osservo danzare
Con i tuoi splendenti fratelli
Armati di lucenti spade
Di vivo mercurio
E invidio il tuo
Volteggiare d’argento.
Guardami,
Sono stato in fondo io
Generato dalla stessa
Divina luce
Della Anadiòmene
Afrodite
Da cui tu stesso
Hai ricevuto in dono
La vita.
Ho amato io
Le stesse callìpigie
Donne
Che tu hai protetto.
Sono stato in fondo io
Concepito come
Tuo fratello.
Perché ora mi ignori?
E’ forse la mia umana
E peccaminosa
Natura
Che ci divide?
E’ forse per questo
Che quando ti ho
Invocato nella tua più
Amena forma
Mi sei invece apparso
Nell’inesorabile
Veste
Di giustiziere?
Ma in fondo tutto questo
E’ passato.
Ma forse mi sbaglio,
Perché ora non disdegni
Un mio abbraccio,
Mi coinvolgi anzi nella tua
Luminosa danza.
Prendimi con te.
Non voglio abbandonare questo luogo
Profumato
Delle spezie più
Preziose.
Angelo dalle vermiglie
Ali,
Rapiscimi.
E' morto Syd Barrett, il grande Syd, il fondatore dei Pink Floyd, il precursore della psichedelia.
E' morto da due giorni e solo oggi il mondo ha saputo che uno dei più grandi geni della musica dell'ultimo secolo non è più tra noi.
Da 30 anni viveva da recluso, lontano dalla musica, lontano dai fun, senza una chitarra e neppure qualcuno che potesse ascoltarlo suonare. Per 30 anni è stato il relitto di sè stesso a causa degli irreversibili danni che l' LSD ha provocato al suo cervello, per 30 anni ha non-vissuto perso nell'oblio della sua mente. E ora è morto.
Dopo il primo disco dei Floyd, "The piper at the gates of dawn", il grande debutto di cui lui era l'indiscusso protagonista, Syd nel secondo disco, "A Saucerful of Secrets"(1968), mette la sua firma su una solitaria canzone, la splendida "Jugband blues", che ha la triste aria di un addio.
A soli 21 anni il suo cervello aveva già subito danni tali da non permetterli di suonare in pubblico: improvvisamente e senza motivo smetteva di cantare, oppure ripeteva la stessa nota per interminabili minuti. Gli altri componenti dei Floyd gli imposero di lasciare la band, ma non lo lasciarono solo.
Dopo la dipartita dal gruppo, gli altri Pink Floyd cercano di salvare la vena compositrice di Barrett, tentando di ritagliargli un ruolo puramente di scrittura, senza oneri sul palco, ma il tentativo fallì. Allora Roger Keith (questo il suo vero nome), incise due album solisti, "The Madcap Laughs" e "Barrett", realizzati principalmente grazie all'aiuto di David Gilmoure.
POI BASTA.
Nel '72 per la prima volta fu ricoverato in una clinica psichiatrica, cosa che si ripetè molte volte negli anni successivi, ma da allora un pesante e silenzioso sipario calò sopra di lui, addirittura correva voce che fosse morto.
Nel '75 però Gilmoure, Waters e compagni gli dedicarono il grande disco "Wish You Were Here", vorremmo che tu fossi qui, con al suo interno la bellissima "Shine On You Crazy Diamond", ovvero "risplendi folle diamante", e lui si presentò in sala d'incisione per ascoltare il disco in anteprima.
Il suo primo commento fu: "Datato non vi pare?", e in seguito chiese: "Allora, quand'è che ci mettiamo al lavoro?".
I minuti successivi furono devastanti per tutti, per Syd in seguito al silenzio imbarazzato dei Floyd e per i Floyd in seguito alla visione di quello che era il bellissimo e grande Syd semplicemente distrutto, quasi irriconoscibile: era grasso, calvo e aveva l'aria svagata di chi si trovava li per caso.
Nel '77 dopo innumerevoli ricoveri e dopo le affettuose cure che solo una madre può dare, Barrett fece una comparsata nella sala d'incisione, e nell' 82, dopo 12 anni di cupo silenzio rilasciò la sua prima intervista.
Poi dei 24 anni successivi si sa poco. Trovò una casa nella periferia di Cambridge sperando di trovare un impiego statale che gli permettesse di vivere normalmente nonostante i danni subiti dal suo cervello e ascoltando soltanto jazz e musica classica, senza mai un disco di rock 'n' roll.
Poi, il 9 luglio del 2006 si è spento, solo e distrutto.
Quello di Syd è il dramma di un uomo. E' una di quelle storie che a pensarci su diventi completamente pazzo. Dal grande concerto di Hyde Park nel '67 alla sua solitaria morte dell'altro ieri.
E allora addio Syd, addio e grazie diamante folle.
Per ascoltare un pezzo di "Astronomy Domine", il pezzo che apre il primo disco dei Pink Floyd, perchè è così che voglio ricordare Syd, cliccate qui.

E' il cuore che non sa...
come andare avanti...
in cerca...ma forse no....
aspetta...
paziente...
al momento ho solo voglia di vivere...
quello che c'è da vivere...
qualcuno mi sta amando...
ma il problema
è che io non amo lui
voglio andare via
ma il problema
è che ci sono tante cose che mi legano ancora qui
sono stanca....
ho bisogno di un pò di chiarezza
e di amare....
ho voglia di amare
voglio provare cos'è l'amore....
sul mio blog qualcuno mi ha lasciato un commento
canzone degli afterhours
"Passeremo notti a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai, e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida, senza un finale che faccia male... "
mai più appropriata...